{"id":118,"date":"2022-06-15T12:25:39","date_gmt":"2022-06-15T10:25:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prismonline.eu\/justice-uam\/?page_id=118"},"modified":"2022-06-15T17:06:27","modified_gmt":"2022-06-15T15:06:27","slug":"buone-prassi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prismonline.eu\/justice-uam\/it\/buone-prassi\/","title":{"rendered":"Giustizia a misura di bambino: Sviluppo del concetto di pratiche giudiziarie sociali | Buone prassi"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1653645669746{background-color: #afc600 !important;}&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;3px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1649681997184{background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: contain !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space][vc_custom_heading text=&#8221;ESPERIENZE RILEVANTI E STRUMENTI PRATICI&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|text_align:left|color:%231d71b9&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_empty_space][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;5\/6&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle buone prassi realizzate dalla <strong>procura di Catania<\/strong> e dall\u2019<strong>USSM di Palermo<\/strong>, emerge che il sistema giudiziario italiano, in modo frammentato e con una carenza di strutture di coordinamento, ha realizzato dei modelli sperimentali, in particolar modo, per quanto riguarda la realizzazione di valutazioni individuali nei confronti dei MSNA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziare dalle buone prassi significa ottimizzare quello che gi\u00e0 esiste nel sistema e renderlo maggiormente utile e fruibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge chiaramente la necessit\u00e0 di investire in una migliore formazione di magistrati, pubblici ministeri e personale dell&#8217;USSM su quelli che sono i temi dell&#8217;interculturalit\u00e0 e pi\u00f9 in generale sul fenomeno dei minori migranti non accompagnati. Allo stesso tempo, \u00e8 evidente che si dovrebbe porre maggiore enfasi sul ruolo del mediatore culturale come presenza all&#8217;interno degli uffici di giustizia minorile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di recente, grazie alle specifiche misure introdotte attraverso la l. 47\/2017, il sistema di accoglienza MSNA ha visto importanti aspetti di innovazione nell\u2019ambito della gestione del fenomeno. A distanza di tempo, \u00e8 possibile delineare quali margini di miglioramento e quali prospettive si presentano nel futuro. Tutte le riforme legislative necessitano di una definizione, dal punto di vista l\u2019implementazione, degli aspetti pratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna evidenziare che, la completa applicazione della normativa richiede accordi, sia a livello centrale che periferico, tra pi\u00f9 settori delle istituzioni e delle organizzazioni della societ\u00e0 civile; accordi che se non adeguatamente attuati rischiano rimanere lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa l. n. 47\/2017 (legge Zampa) prevede l\u2019adozione di protocolli di intesa e altre intese territoriali tra i diversi stakeholders in maniera tale da regolare concretamente le azioni, le funzioni e i diversi aspetti della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655301389016{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Taking care&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Presa in carico<\/strong><br \/>\n<em>Esperienza nella presa in carico delle minori vittime della tratta (la procura di Catania)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno del sistema penale italiano, va sottolineata la differenziazione procedurale data dalla esistenza del Tribunale per i minorenni e dall\u2019applicazione della legge 448\/88 ossia del cd.\u00a0 \u201ccodice di procedura penale minorile\u201d. I MSNA che si ritrovano nella condizione di essere vittime o testimoni di un reato, come gi\u00e0 anticipato, devono interagire con magistrati (giudici e pubblici ministeri) che solitamente operano nel contesto del Tribunale ordinario e della procura che solitamente operano con gli adulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, dalle interviste realizzate nel corso del progetto CFJ-DCSCP, sono emerse delle esperienze molto positive in termini di referral e presa in carico da parte del sistema nei confronti delle vittime. I minori stranieri non accompagnati, purtroppo, spesso, si ritrovano ad essere vittime dei reati quali lo sfruttamento ai fini lavorativi e sessuali e il traffico di esseri umani. Purtroppo, a questi, si aggiungono altre forme di reati ancora pi\u00f9 efferati che comportano la necessit\u00e0 di ulteriori sforzi da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria nella presa in carico e protezione delle vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema italiano ha fatto dei notevoli progressi nella gestione dei casi e nella presa in carico di queste vittime.\u00a0 Quello che oggi possiamo chiamare l\u2019<strong>approccio multi-disciplinare<\/strong> o <strong>multi-agenzia<\/strong> ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni grazie alla dedizione, alla perseveranza e all\u2019impegno delle istituzioni coinvolte e delle organizzazioni esperte nella lotta e nel contrasto a questi fenomeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello multi-agenzia realizzato della procura di Catania, particolarmente impegnata nella <strong>lotta al fenomeno dello sfruttamento sessuale<\/strong> delle giovani minorenni, si basa appunto su un intervento che coinvolge diversi attori con compiti e funzioni differenti e su un <strong>protocollo<\/strong> che coinvolge gli stessi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Polizia \u2013 attivit\u00e0 di indagine<\/li>\n<li>Organismi internazionali \u2013 responsabili dell\u2019informativa anti tratta in fase di sbarco e pre identificazione delle vittime<\/li>\n<li>Tutore volontario \u2013 responsabile della tutela del minore<\/li>\n<li>Tribunale per i minorenni \u2013 autorit\u00e0 giudiziaria per la tutela dei minori<\/li>\n<li>Procura della Repubblica \u2013 autorit\u00e0 giudiziaria inquirente<\/li>\n<li>Enti antitratta \u2013 responsabili per la presa in carico delle vittime della tratta che decidono di aderire al programma di emersione<\/li>\n<li>Enti di accoglienza \u2013 organizzazione che gestiscono le strutture di accoglienza<\/li>\n<li>Unit\u00e0 di etnopsichiatria \u2013 Unit\u00e0 medica della ASP che opera in maniera specifica per supportare UAC vittime di traumi legati al percorso migratorio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ufficio del pubblico ministero ha il ruolo guida e la responsabilit\u00e0 di fungere da collegamento e coordinamento con l&#8217;altro attore coinvolto nelle diverse fasi del procedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un compito sicuramente fondamentale \u00e8 svolto dagli operatori delle organizzazioni internazionali presenti durante lo sbarco. Il loro compito \u00e8 quello di fare una preliminare individuazione delle potenziali vittime (all\u2019interno della popolazione minorile e non solo). Questa attivit\u00e0, solitamente, \u00e8\u00a0svolta in una fase molto concitata e poco organizzata, dove oltre alla presenza degli operatori delle<br \/>\n<strong>ONG<\/strong> vi \u00e8 sempre la presenza delle autorit\u00e0 di polizia e dell\u2019immigrazione. Il contesto dello sbarco non \u00e8 sicuramente il setting adeguato all\u2019individuazione di particolari vulnerabilit\u00e0 o all&#8217;interpretazione di indicatori e quindi giungere ad una pre-identificazione delle vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 di raccordo e di referral tra l\u2019<strong>organizzazione internazionale, il centro di accoglienza, le autorit\u00e0 di asilo e immigrazione, il tutore volontario e la procura<\/strong>, fanno s\u00ec che si possa giungere ad una individuazione preliminare delle vittime e alla conseguente presa in carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vittime che sono riuscite a sentirsi accolte e comprese e hanno deciso di denunciare il reato subito sono state accolte in programmi specifici (ex art. 18 TUI 286\/98) ed \u00e8 stato garantito loro di poter ricevere servizi adeguati al sostegno psicologico e sociale oltre ad un programma di inserimento che consentisse loro un&#8217;emancipazione e la possibilit\u00e0 quindi di non sviluppare un collegamento con gli autori del reato di sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Informare il minore straniero non accompagnato vittima di reato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cTrattare il minore da persona che ha bisogno di essere informato e consigliato ma anche di capire per fare delle scelte \u00e8 un dovere di lealt\u00e0\u201d<\/em> [1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro elemento fondamentale sviluppato all\u2019interno della prassi della procura di Catania \u00e8 legato all\u2019informativa nei confronti del minore. Informare il minore coinvolto come vittima in un procedimento penale, significa garantire la sua partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito della prima informazione circa il procedimento spetta al PM che conduce le indagini. Il minore ha diritto a conoscere come si svolge il procedimento quali saranno le condizioni di sicurezza, cosa succeder\u00e0 se l\u2019autore del reato verr\u00e0 arrestato, quali saranno le conseguenze delle dichiarazioni che render\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scambio informativo non avviene sempre con rapidit\u00e0 per ovvie ragioni di diffidenza e perch\u00e9, in generale, le vittime di un reato sono impaurite nel raccontare la verit\u00e0. Quando possibile, \u00e8 importante evitare di svolgere troppo velocemente questo tipo di incontro e, soprattutto, \u00e8 fondamentale predisporre pi\u00f9 momenti di confronto in maniera tale da verificare se ci sono dei cambiamenti dal primo incontro. Anche durante la fase dell\u2019informativa (fase preprocessuale) il ruolo della rete \u00e8 di cruciale importanza. Gli attori coinvolti, in particolar modo gli operatori del centro di accoglienza e i vari specialisti che operano al suo interno (psicologi assistenti sociali) svolgono un ruolo indispensabile nel far comprendere le scelte e nel chiarire anche quali altri aspetti possono influire la scelta di collaborare o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondamentale rilevanza assume la figura del tutore specializzato nominato dal Tribunale per i Minorenni, come figura di sostegno nei confronti del minore. Tale figura, gi\u00e0 normata all\u2019interno della legge, ha subito una rivoluzione grazie all&#8217;intervento normativo previsto dalla \u201clegge Zampa\u201d2. Sono stati costituiti albi per i tutori volontari e, tutti gli iscritti hanno ricevuto adeguata formazione ad opera delle istituzioni e delle principali agenzie internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la fase dell\u2019informativa, un ruolo particolarmente importante \u00e8 quello rivestito dall\u2019interprete. Oggi si utilizza molto di pi\u00f9 il termine <strong>mediatore culturale<\/strong>. Appare evidente fare un distinguo tra le due figure anche perch\u00e9, come appurato nel corso di anni di attivit\u00e0, la barriera comunicativa non \u00e8 solo data dalla differenza linguistica ma anche dalle diverse culture. Solitamente, il PM responsabile delle indagini richiede la presenza di un mediatore\/interprete che sia dello stesso genere della vittima e che sia anche dello stesso gruppo etnico. Il compito del mediatore\/interprete \u00e8 quello di sviluppare una relazione empatica con la vittima ed agevolarla alla comprensione di quello che sta succedendo e di quelle che saranno le azioni successive. E\u2019 importante altres\u00ec che l\u2019interprete traduca quello che viene riferito dal minore in maniera fedele senza modificare il contenuto delle domande poste e delle risposte offerte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019esperienza realizzata dalla procura di Catania, emerge chiaramente come il meccanismo di rete sia il costrutto basilare per poter realizzare attivit\u00e0 quali la valutazione individuale, il referral e la presa in carico delle vittime. Il sistema opera in sinergia evitando ripetizioni e sfruttando le informazioni gi\u00e0 acquisite in maniera circolare ottemperando quanto previsto dai principali modelli internazionali e, soprattutto, rimanendo in linea con quanto previsto dalla direttiva UE 29\/2012. Emerge altrettanto la necessit\u00e0 di spingere in avanti la buona prassi realizzata e strutturarla all\u2019interno di un modello che possa avere la caratteristica della replicabilit\u00e0 su scala e possa essere anche disseminata.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655302429896{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Social services&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Servizi Sociali<\/strong><br \/>\n<em>Esperienza nella presa in carico di un minore autore di reato (USSM di Palermo) Direttiva 800\/2016<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso delle ricerche effettuate nell\u2019ambito del progetto CFJ-DCSC \u00e8 emersa l\u2019esperienza positiva realizzata dall\u2019<strong>Ufficio Servizio sociale per minori<\/strong> del Tribunale per i minorenni di Palermo che ha sviluppato un percorso di reintegrazione a favore di un minore straniero coinvolto in un procedimento penale in veste di autore di reato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il minore si \u00e8 ritrovato coinvolto in un procedimento penale e grazie all\u2019intervento degli assistenti sociali che operano all&#8217;interno dell\u2019USSM \u00e8 stato in grado di comprendere il reato commesso, assumersi la responsabilit\u00e0 e accettare le conseguenze. L\u2019USSM, dopo aver svolto una presa in carico del minore, ha seguito il minore durante le fasi giudiziarie e ha proposto la realizzazione di un progetto di \u201cmessa alla prova\u201d per consentire al minore di svolgere un progetto educativo volto all\u2019estinzione del reato commesso. Durante l\u2019intervista realizzata nell\u2019ambito del progetto, il minore ha ripetuto pi\u00f9 volte il ruolo positivo, di supporto e, soprattutto, di chiarimento che \u00e8 stato svolto dall\u2019assistente sociale dell\u2019USSM [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 anticipato, il processo penale minorile \u00e8 normato dal DPR n.448 del 1988, cosiddetto \u201ccodice di procedura penale minorile\u201d e quindi la competenza nel giudizio dei minori autori di reato spetta al Tribunale per i minorenni in via esclusiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente vengono effettuati accertamenti (obbligatori) sull\u2019et\u00e0, laddove vi sia incertezza sulle valutazioni sulla personalit\u00e0 del minorenne gi\u00e0 esperite in altri procedimenti, in modo da adeguare il giudizio alle condizioni in cui versa il minore. L\u2019art. 9 del DPR 448\/88 prevede che il pubblico ministero e il giudice minorile acquisiscono elementi circa le condizioni e le risorse familiari e ambientali, per accertare il grado di responsabilit\u00e0 del minore. Agli stessi fini possono assumere informazioni da persone che abbiano avuto rapporti con il minore e sentire il parere di esperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ufficio dell&#8217;USSM \u00e8 generalmente nominato dal giudice del tribunale per i minorenni per condurre la valutazione individuale Gli assistenti sociali dell&#8217;USSM conducono la valutazione individuale con il bambino. Esistono <strong>moduli e linee guida locali<\/strong> sviluppati internamente che sono stati utilizzati per raccogliere le informazioni rilevanti sul bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la direttiva UE 800\/2016 non sia stata formalmente recepita nell&#8217;ordinamento legislativo italiano, le disposizioni dell&#8217;art 9 del decreto 448\/1988 sembrano essere parzialmente in linea con quanto previsto dall&#8217;art. 7 della Direttiva UE 800\/16 <em>&#8220;&#8230;. l&#8217;individualizzazione \u00e8 effettuata da personale specializzato che procede ad una valutazione individualizzata che tenga conto della situazione personale, sociale e familiare del minore e delle sue eventuali vulnerabilit\u00e0. Lo stesso dovrebbe essere effettuata nel pi\u00f9 breve tempo possibile durante il procedimento ed \u00e8 un elemento da valutare in merito all&#8217;eventuale irrogazione di misure cautelari nonch\u00e9 al tipo e all&#8217;entit\u00e0 della sanzione da irrogare. L\u2019individualizzazione non pu\u00f2 prescindere dal coinvolgimento del minore e dalla sua effettiva partecipazione nel processo&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong> del minore \u00e8 determinata non solo dall\u2019et\u00e0 ma anche dallo stato di infermit\u00e0, dal tipo di reato commesso, dalle circostanze del fatto. Si tiene conto di una serie di elementi di carattere soggettivo e oggettivo: se il minore ha commesso un reato con violenza, se \u00e8 stato vittima di tratta, se la persona offesa \u00e8 psicologicamente, economicamente dipendente dall\u2019autore del reato. <strong>Questo tipo di accertamento spetta all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il procedimento si apre in maniera diversa a seconda che il minore sia libero o nei confronti del quale \u00e8 stata applicata una misura precautelare (arresto e fermo). Sono previste anche delle misure cautelari quali la permanenza in casa e il collocamento in comunit\u00e0; la custodia cautelare in carcere \u00e8 considerata l\u2019estrema pena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il codice 448\/88 prevede che il minore deve essere sentito. Nella maggior parte dei casi, i minori stranieri sono rappresentati dal difensore d\u2019ufficio con i quali, spesso, purtroppo non hanno nessun contatto prima dell\u2019udienza preliminare. Diversamente, il difensore di fiducia ha il contatto con il minore, riesce a spiegare l\u2019importanza del processo e delle audizioni che dovr\u00e0 sostenere. Il tutore deve essere coinvolto ed informato. Un interprete viene nominato dal giudice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono previsti istituti per favorire la fuoriuscita del minore dal circuito penale: la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto, il perdono giudiziale e la sospensione con la messa alla prova, dove il procedimento viene sospeso e il minore \u00e8 sottoposto ad un periodo di osservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La messa alla prova<\/strong> \u00e8 disposta dai servizi sociali e si applica nella fase dell\u2019udienza preliminare. L\u2019 art. 28 del DPR 448\/88 fa riferimento alla sospensione del processo mentre l\u2019art. 27 affida al presidente del collegio GUP (Giudice Udienza Preliminare) i poteri di controllo sull\u2019andamento della prova.\u00a0 Al termine del periodo, se l\u2019esito \u00e8 positivo, il reato \u00e8 dichiarato estinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter beneficiare della sospensione, deve essere presentato un progetto da parte dell\u2019Ufficio servizi sociali per i minorenni, in collaborazione con i servizi socioassistenziali degli enti.\u00a0 L\u2019USSM redige una relazione del progetto mentre il giudice valuta l\u2019adeguatezza del programma di prova e sollecita eventuali modifiche. Se il minore non supera in maniera positiva il periodo di prova, il processo viene ripreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>difensore<\/strong> riveste un ruolo di particolare rilievo, spesso indica all\u2019USSM quale potrebbe essere il contenuto del programma di trattamento da predisporre. Nell\u2019esecuzione del programma l\u2019USSM \u00e8 l\u2019ufficio in prima linea. Il difensore pu\u00f2 fare da tramite verificando che il minore si attenga ai programmi descritti. Sono sempre tutelate le esigenze educative del minore alla base delle scelte compiute. Quando viene disposta la sospensione con messa alla prova, la norma prevede di indicare nel programma la partecipazione a corsi di avviamento professionale, la mediazione con la vittima per la riparazione del danno. Di tutta l\u2019attivit\u00e0 del periodo di messa alla prova, l\u2019USSM redige relazioni periodiche e relazione finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello minorile <strong>non \u00e8 un sistema punitivo ma educativo<\/strong>; tutti i professionisti coinvolti hanno competenze specifiche perch\u00e9 devono tener conto di aver a che fare con un soggetto vulnerabile in quanto minore [4].<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655302750452{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Social file&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cartella Sociale<\/strong><br \/>\n<em>La cartella Sociale nel sistema informativo per i minori<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo cruciale riveste la disposizione prevista all\u2019art. 9 in materia di cartella sociale e Sistema Informativo Minori [5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cartella sociale non \u00e8 un mero strumento di raccolta anamnestica e di collezione dei dati. Appare necessario, inoltre, predisporre linee guida e procedure di attuazione in grado di individuare gli elementi essenziali della cartella sociale e i soggetti incaricati a gestire le informazioni in essa riportate, le quali appunto, non devono limitarsi ai soli dati anagrafici e sociali ma contenere, laddove presenti e in un\u2019ottica di piena <strong>multidisciplinariet\u00e0<\/strong>, le osservazioni della condizione di vulnerabilit\u00e0 del minorenne (condizione sociale, psicologica e fisica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe opportuno che, la cartella sociale, con tutte le necessarie implementazioni di informazioni, possa seguire il minore, in modo tale da consentire la condivisione di tutte le notizie relative al minore e alle sue vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cartella sociale deve essere compilata da personale qualificato della struttura di accoglienza al termine del colloquio e dovrebbe fare chiarezza sulle motivazioni delle scelte che interessano il minore, da quella educativa a quella sanitaria.\u00a0 La cartella sociale deve essere trasmessa ai servizi sociali del comune e alla <strong>Procura della Repubblica<\/strong> presso il Tribunale per i Minorenni territorialmente competente. La cartella sociale \u00e8 uno strumento a disposizione del personale qualificato e serve a dare continuit\u00e0 alla presa in carico del minore attraverso la trasmissione e la condivisione di informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 vale sia per un uso interno alla struttura di accoglienza ma anche all\u2019esterno. Il fine \u00e8 quello di predisporre una valutazione integrata del percorso pi\u00f9 idoneo al minore nella presa in carico territoriale. Nulla toglie che le informazioni contenute in essa possano essere utilizzate all\u2019interno del sistema giudiziario in particolar modo nell\u2019ambito di procedimenti penali che vedano il minore nella posizione di vittima o di imputato\/indagato. In questo modo si garantirebbe al minore di non essere sottoposto a molteplici valutazioni e colloqui (evitando quindi vittimizzazione secondaria e distress legato al dover raccontare i propri traumi) e al sistema giudiziario di poter usufruire di informazioni gi\u00e0 reperite in altri procedimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cartella sociale, cos\u00ec come descritta, consentirebbe a tutti gli attori coinvolti di documentare le diverse fasi ed interventi realizzati all\u2019interno del percorso di accoglienza ed integrazione del minorenne straniero solo. Questo tipo di cartella sociale consentirebbe anche di procedere ad una analisi dei dati utili ai fini del monitoraggio e del miglioramento dell\u2019intero sistema [6].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti peculiari della cartella sociale:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 un documento che parla del minore, della sua storia, del suo percorso e delle sue vulnerabilit\u00e0 e, soprattutto, fornisce informazioni metodologiche su come gli elementi sono stati raccolti e valutati;<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 uno strumento che pone al centro del suo utilizzo la valutazione del superiore interesse del minore;<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 uno strumento che mira alla partecipazione del minore nella sua costruzione;<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 uno strumento posto a garanzia dei minori in quanto riassume le responsabilit\u00e0 dei diversi attori coinvolti nella valutazione e nella sua redazione (di particolare rilievo la tutela dati sensibili e della privacy);<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 uno strumento utilizzabile da altri attori territoriali della rete.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo, la cartella sociale integra la costruzione di un sistema informativo completo ed attendibile che pu\u00f2 supportare i minori stranieri non accompagnati nel loro percorso di inserimento ma anche facilitare il lavoro delle istituzioni anche giudiziarie nella gestione dei casi di minori sia vittime che sospettati.<\/p>\n<p>Esempio di scheda sociale del progetto AMIF:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2020-11\/14._cartella_personale_childe.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2020-11\/14._cartella_personale_childe.pdf<\/a>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655303223976{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Individual interview&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervista individuale<\/strong><br \/>\n<em>Approccio a misura di minore durante un\u2019intervista<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella delineazione di quelli che sono gli aspetti fondamentali di un modello per la valutazione individuale di minori stranieri non accompagnati coinvolti in un procedimento penale (vittime o imputati), appare opportuno fare delle riflessioni sull\u2019utilizzo di alcuni strumenti utili alla conduzione delle interviste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L&#8217;intervistatore<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bambini potrebbero avere la preferenza sul genere dei professionisti che li intervistano (ragazze vittime di sfruttamento sessuale\/tratta di esseri umani o sopravvissute all&#8217;SGBV), alcuni ragazzi potrebbero preferire essere intervistati da professionisti di sesso femminile poich\u00e9 sono percepiti come pi\u00f9 calmi e gentili, o piuttosto l&#8217;opposto per considerazioni culturali. \u00c8 fondamentale cercare di avere sempre l&#8217;intervistatore dello stesso genere del minore, ma \u00e8 pi\u00f9 essenziale chiedere al minore stesso se si sente a suo agio con l&#8217;intervistatore o il mediatore culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il setting<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualunque fase del procedimento, preprocessuale o durante lo stesso processo, \u00e8 bene tenere a mente alcuni aspetti che possono agevolare la conduzione dell\u2019intervista. Partiamo dal setting dell\u2019intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni paesi dell&#8217;UE \u00e8 diffuso il cosiddetto \u201cmodel Barnahus\u201d [7]. E\u2019 un modello multi agenzia a misura di minore sviluppato nei paesi del nord Europa. In un luogo, un gruppo multidisciplinare e interagenzia composto da giudici, pubblici ministeri, assistenti sociali, psicologi coopera per fornire servizi di protezione per i minori e una giustizia a misura di minore. I loro servizi includono anche una valutazione individuale della situazione della minore vittima o testimone di violenza. L&#8217;aspetto cruciale \u00e8 che il modello Barnahus \u00e8 integrato nel sistema giudiziario e consente la possibilit\u00e0 di raccogliere registrazioni audiovisive di interviste forensi che potrebbero essere utilizzate durante il procedimento. In questo modo \u00e8 possibile evitare vittimizzazioni secondarie e traumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri paesi, pur non disponendo di strutture dedicate a questo scopo, la disposizione e l&#8217;allestimento delle stanze in cui si svolgeranno i colloqui con i bambini sono solitamente predisposti dalla persona che deve condurre il colloquio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco alcuni criteri generali che dovrebbe avere una stanza:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">una colorazione tale da mettere a proprio agio il minore;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">essere a misura di minore ma non infantile. Questo, in particolar modo riferendosi ai MSNA che spesso si trovano nella fascia di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 18 anni;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">evitare di avere oggetti pericolosi e, soprattutto, evitare elementi distorsivi e rumori;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">evitare, inoltre, di tenere documentazione di altre persone (fascicoli e documenti) in maniera tale da non trasmettere l\u2019impressione che il minore \u00e8 un fascicolo in mezzo agli altri ma invece \u00e8 una persona alla quale dedicare le necessarie attenzioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di iniziare un\u2019audizione \u00e8 necessario disporre le sedie nella maniera pi\u00f9 opportuna considerando il profilo del minore. Se possibile, bisognerebbe evitare le barriere fisiche tra il minore e chi lo intervista. Sarebbe altrettanto importante sedere in maniera tale che gli occhi del minore e del suo intervistatore possano incrociarsi allo stesso livello. In una situazione ideale, l\u2019intervista con il minore dovrebbe essere videoregistrata. Questo consentirebbe non solo l\u2019acquisizione di elementi utili sia in fase delle indagini che durante il processo ma consentirebbe la riduzione di ulteriori interviste colloqui che aumentano la condizione di stress del minore. La video registrazione si presenta utile nella costruzione di una relazione pi\u00f9 naturale durante l\u2019intervista grazie al fatto di evitare distrazioni date dalla verbalizzazione. L\u2019intervistatore dovrebbe sempre sedere di fronte al minore, in modo da mantenere il contatto visivo e lasciare l\u2019interprete o mediatore culturale in una posizione laterale (in una posizione vicina al minore trasmette l\u2019idea che l\u2019interprete sia l\u00ec per aiutare a rispondere al minore e in una posizione vicina all\u2019intervistatore sembra che sia un aiutante dello stesso). La figura dell\u2019interprete o mediatore culturale riveste un ruolo fondamentale durante l\u2019intervista. Bisogna sempre precisare che l\u2019interprete non decide sul contenuto delle domande e opera solo come un traduttore e mediatore.\u00a0 Un altro ruolo fondamentale dovrebbe essere svolto dal tutore o dal rappresentante del minore. Dovrebbe essere presente durante l\u2019intervista (salvo casi particolari) e dovrebbe poter sedere accanto al minore e offrirgli sostegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stanza dovrebbero essere presenti strumenti per facilitare l\u2019espressione e il dialogo (penne, matite, cartelloni, fogli, giochi, etc.). Bisogna sempre tenere a mente di avere un abbigliamento adeguato. Spesso, i giovani migranti non accompagnati provengono da zone in conflitto o hanno gi\u00e0 avuto esperienze negative con militari e forze di polizia. Sarebbe opportuno evitare di indossare uniformi e divise, in maniera tale da non generare ulteriore stress ed ansia. Altrettanto importante sarebbe evitare l\u2019esposizione a simboli religiosi in maniera tale da fare sempre emergere una neutralit\u00e0 e chiarezza rispetto al proprio ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Prepararsi per intervistare un minore<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preparazione mentale dell\u2019intervistatore \u00e8 fondamentale, ecco alcuni punti importanti da ricordare:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">i minori sono molto sensibili e percepiscono l\u2019indifferenza nei loro confronti;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">bisogna essere consapevoli delle proprie attitudini e delle proprie aspettative nei confronti del minore e dell\u2019intervista. Questi sono fattori che possono influenzare il corso dell\u2019intervista e le domande che si porranno;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">bisogna essere consapevoli dei propri pregiudizi e dei propri preconcetti, solo in questo modo si pu\u00f2 rimanere obiettivi durante l\u2019intervista;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">bisogna sempre ricordarsi la posizione sbilanciata che si ha nei confronti del minore;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">bisogna impedire alle proprie emozioni di influenzare il corso dell\u2019intervista.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito fondamentale di chi svolge un\u2019intervista \u00e8 quello di poter ottenere delle informazioni dal minore e, possibilmente, realizzare tutto ci\u00f2 in maniera child oriented. Tutto si basa sul rapporto di fiducia. La fiducia non \u00e8 facile da costruire ma quando la si ottiene, la qualit\u00e0 e il dettaglio delle informazioni \u00e8 sicuramente maggiore. L\u2019obiettivo primario \u00e8 quello di stabilire un clima dove il minore percepisce che l\u2019intervistatore \u00e8 in grado di capirlo e, soprattutto, che ha la volont\u00e0 di ascoltarlo. Il primo contatto con il minore risulta fondamentale, \u00e8 il momento dove si gettano le basi per la costruzione della fiducia. Ogni intervistatore, prima di iniziare l\u2019audizione con un minore, dovrebbe porsi delle domande del tipo:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">La comunicazione \u00e8 OK?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Dove posso trovare informazioni e strumenti per adattare la mia comunicazione?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Mi sono assicurato che il minore possa esprimersi nella sua lingua madre?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Come posso assicurarmi che la traduzione \u00e8 fatta in un linguaggio adeguato al minore?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Cosa conosco di questo minore?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sono informato sulla realt\u00e0 del paese di origine, sulla religione o sul contesto di vita del minorenne?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 l\u2019obiettivo che posso realisticamente raggiungere?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Quali sono i miei pensieri e le mie ipotesi riguardo al caso?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Chi sar\u00e0 presente oltre a me?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 qualcosa della mia vita privata che potrebbe influenzare questo lavoro?<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima impressione \u00e8 fondamentale, bisogna evitare di essere aggressivi con un tono di voce alto e bisogna controllare anche la comunicazione non verbale (posizione del corpo e sorrisi). Bisogna presentarsi in maniera chiara anche con l\u2019ausilio dell\u2019interprete e poi presentare le eventuali altre figure presenti. In questo modo si favorir\u00e0 la centralit\u00e0 del minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usare un linguaggio child-friendly \u00e8 la chiave per stabilire un buon rapporto. Ci\u00f2 non significa che bisogna usare un linguaggio infantile.\u00a0 Provare a chiedere delle piccole cose nella propria lingua pu\u00f2 essere di grande aiuto per capire se il minore la comprende e a quale livello. Se il minore non comprende la lingua, usare l\u2019interprete o mediatore diventa fondamentale e la stessa relazione di fiducia deve essere costruita anche tra di loro. Bisogna aiutare il minore a capire che il mediatore \u00e8 presente per consentire la comunicazione e la comprensione ma che in nessun modo potr\u00e0 intervenire a supporto o a modifica del contenuto dell\u2019intervista. Durante la fase preliminare all\u2019intervista bisogna leggere con particolare attenzione i segni che possano fare emergere aspetti emotivi non evidenziati in precedenza. Bisogna soprattutto prestare molto attenzione all\u2019ascolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attenzione alla comunicazione non verbale significa osservare anche l\u2019espressione del viso, il tono della voce, il modo di camminare, tutti aspetti che potrebbero essere influenzati dalla cultura di appartenenza del minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Conoscere il minore<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per iniziare a conoscere il minore \u00e8 necessario partire dal proprio ruolo e dallo scopo dell\u2019audizione. Tutto ci\u00f2 aiuter\u00e0 il minore a comprendere quello che sta succedendo. \u00c8 utile anche iniziare chiedendo aspetti pi\u00f9 generali della sua vita dimostrando interesse nel volerlo conoscere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Spiegare il proposito dell\u2019audizione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;intervista ad un minore bisogna rimanere ancorati al proprio ruolo ma bisogna anche saper scendere ad un livello meno formale. Presentarsi col proprio nome rende il dialogo pi\u00f9 reale e consente al minore di aumentare il senso di fiducia. Tutto deve essere commisurato al livello di maturit\u00e0 del minore e, chiaramente, pi\u00f9 piccoli sono maggiori difficolt\u00e0 si possono incontrare nello spiegare i ruoli e quello che \u00e8 lo scopo dell\u2019intervista. In questa fase potrebbe essere di grande aiuto l\u2019utilizzo di disegni o di attivit\u00e0 attraverso altri strumenti quali giochi. Non bisogna sottovalutare il potere evocativo delle ricostruzioni attraverso questo genere di strumenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Come spiegare il procedimento penale al MSNA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto parte dall\u2019et\u00e0 del minore, ad una maggiore et\u00e0 corrisponde, generalmente, una maggior grado di consapevolezza e di abilit\u00e0 cognitiva. Analizzando la condizione dei minori stranieri non accompagnati, emerge che questo percorso non ha questa linearit\u00e0. Intervengono altri fattori, quali la lontananza dal paese di origine, l\u2019insicurezza dovuta all\u2019assenza di figure parentali, le difficolt\u00e0 linguistiche, tutte barriere che comportano la necessit\u00e0 di attuare misure specifiche per superarli. Anche in questo caso le due figure che intervengono in supporto sono quella del mediatore e del tutore. Presentare e spiegare il ruolo di entrambi \u00e8 di cruciale importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La comunicazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avere una comunicazione positiva con i minori \u00e8 il nodo cruciale per far sviluppare il senso di fiducia. La comunicazione positiva si concentra sul rispetto del minore e comprende due fasi: l\u2019ascolto attivo e il dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso gli adulti incontrano difficolt\u00e0 a comunicare con i minori specialmente se quando subentrano i sentimenti e le emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di fondamentale importanza evitare domande che contengono un perch\u00e9. Per quanto apparentemente semplice, la domanda che contiene il perch\u00e9 tende a spingere il bambino a dare una risposta anche se non ne \u00e8 consapevole. In queste circostanze, \u00e8 opportuno porre una domanda che contiene un perch\u00e9 in modo diverso. \u00c8 anche importante evitare domande ipotetiche e suggestive. Le domande ipotetiche (cosa faresti se fossi\u2026.?) dovrebbero essere evitate per non far costruire ipotesi al bambino; le domande allusive (non pensi che sia stato sbagliato?) non dovrebbero essere poste perch\u00e9 stimolano il bambino a rispondere come vorrebbe l&#8217;intervistatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervistatore deve offrire chiarimenti e spiegare i passaggi che seguiranno l\u2019intervista e quali sono i diversi scenari che si prospettano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono casi, dove oltre alla normale difficolt\u00e0 nella costruzione di un dialogo e di un rapporto di fiducia, subentrano altre difficolt\u00e0. Cosa fare per esempio quando il minore non parla? Questo tipo di problematica, assai comune, dovrebbe essere pre-identificata e gi\u00e0 a conoscenza di un intervistatore. In casi simili bisogna usare modi diversi di comunicare per stabilire il contatto e sviluppare rapporto. Oltre a questo caso vi sono altri aspetti che aggiungono complessit\u00e0, ad esempio, quando il minore non si riesce a concentrare sugli argomenti richiesti, o quando si trova a disagio con l\u2019interprete, o quando mostra disinteresse o peggio si pone con aggressivit\u00e0. Una situazione di difficolt\u00e0, in generale, si presenta quando la comunicazione viene compromessa e viene minata la relazione di fiducia.<br \/>\nNell\u2019immaginario collettivo, i minori compresi nella fascia di et\u00e0 che va dai 14 ai 18 anni sono considerati maturi a sufficienza per poter fornire risposte ragionate su gli argomenti. Questo non \u00e8 sempre vero e non lo \u00e8, in particolar modo, per i minori stranieri non accompagnati. Contesti culturali ed educativi differenti possono incidere sulle capacit\u00e0 cognitive e questo dovrebbe essere ben tenuto in considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 anche importante incoraggiare il minore a narrare nella sua libera espressione in modo che la spontaneit\u00e0 della narrazione non vada persa. Ad esempio, durante un&#8217;intervista, l&#8217;intervistatore non dovrebbe mai interrompere il bambino che sta raccontando alcuni fatti proponendo domande approfondite o diverse. In questi casi \u00e8 necessario prenderne atto e chiedere ulteriori informazioni o chiarimenti in una fase successiva. \u00c8 sempre utile strutturare il colloquio su diversi livelli: un livello legato ai fatti e un livello legato pi\u00f9 alla sfera emotiva. Va considerato che il tema della credibilit\u00e0 delle dichiarazioni \u00e8 sempre molto delicato, soprattutto con i minori stranieri non accompagnati, ricordando sempre che \u00e8 molto pi\u00f9 facile ottenere informazioni autentiche quando il minore si sente accolto e fiducioso di poter raccontare la sua storia liberamente. Durante un colloquio \u00e8 sempre utile introdurre il nuovo argomento dopo essersi assicurati di aver chiuso il precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Fase della chiusura<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine del colloquio sarebbe utile effettuare una verifica tramite l&#8217;utilizzo di una check list per verificare che tutti gli argomenti necessari siano stati trattati e se ci\u00f2 \u00e8 stato fatto si deve passare alla conclusione. L&#8217;Ufficio europeo di supporto per l&#8217;asilo EASO ha sviluppato diversi strumenti che possono essere utilizzati nel contesto del riconoscimento della protezione internazionale, per supportare il lavoro dei funzionari che hanno colloqui con i minori migranti non accompagnati. Alcuni di questi strumenti possono essere adattati nel contesto delle attivit\u00e0 giudiziarie. Fondamentale \u00e8 l&#8217;utilizzo di specifiche check list e strumenti di monitoraggio [8]. \u00c8 sempre necessario ricordarsi di non lasciare aperte questioni che non sono state discusse in modo approfondito. Alla fine, \u00e8 opportuno ringraziare il bambino o la sua collaborazione. I bambini migranti non accompagnati non devono essere considerati come un vaso che pu\u00f2 essere lasciato senza coperchio. Il riordino \u00e8 necessario per non creare ulteriori traumi e disordine nella vita di persone che gi\u00e0 si trovano in una condizione vulnerabile e, a maggior ragione, quando in una condizione o nell&#8217;altra incontrano la giustizia.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655303943460{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Country of origin information&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni paesi di origine<\/strong><br \/>\n<em>Le informazioni sui paesi di origine nel sistema giudiziario penale<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno strumento tipico della procedura di riconoscimento dei rifugiati \u00e8 la cosiddetta ricerca delle informazioni sui Paesi di origine, COI-Country Origin Information. Questo strumento, necessario per la determinazione delle misure di protezione internazionale, pu\u00f2 risultare efficace anche nella fase dell\u2019azione penale (pre-processuale e processuale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare, ad esempio, al contesto delle vittime dello sfruttamento ai fini sessuali. Lo scenario con il quale il magistrato dovr\u00e0 confrontarsi non \u00e8 solo quello del fenomeno criminale che investe il territorio italiano ma anche la sua dimensione internazionale. Il peso e la ricaduta delle dichiarazioni fatte da una vittima durante le indagini o il processo non rimangono dentro i confini ma, spesso, incidono nella vita dei familiari che vengono esposti ad una condizione di rischio\u00a0 per la propria vita. Le vittime, preoccupate per le ritorsioni che incidono sulla vita dei propri cari, diventano riluttanti a parlare e ci\u00f2 rappresenta un limite per l\u2019azione esercitata dal Pubblico ministero e dai giudici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure al contesto di un minore straniero non accompagnato autore di reato che appartiene ad una gang organizzata dove il minore sar\u00e0 ritroso a dialogare proprio per il rispetto del codice di appartenenza alla stessa organizzazione. Conoscere il contesto delle gangs significa poter interagire con il minore, durante la valutazione individuale, con un degli strumenti pi\u00f9 adeguati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisognerebbe quindi porsi delle domande per verificare se il minore appartiene a un gruppo vulnerabile, quali rischi specifici corre nel proprio paese d\u2019origine e quale ripercussione ci\u00f2 genera nel minore e conseguentemente nell&#8217;attivit\u00e0 di valutazione individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inserire all\u2019interno di un modello che riguarda la valutazione individuale di un MSNA, la possibilit\u00e0 di sviluppare e accrescere le competenze e le conoscenze sulle diverse realt\u00e0 dei Paesi di origine significa agevolare il minore nel poter raccontare e, soprattutto, comprendere in maniera pi\u00f9 dettagliata ci\u00f2 che il minore potr\u00e0 raccontare. Tutto ci\u00f2 integra la procedura di valutazione individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare utile descrivere i criteri generali della conduzione di una ricerca COI e come utilizzare l\u2019informazione reperita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini molto semplici, possiamo definire la COI come quella informazione sulla situazione nei paesi di origine dei rifugiati che pu\u00f2 essere utilizzata per determinare il bisogno di protezione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 anticipato, la COI ha una funzione informativa che si presta ad essere utile anche in una procedura investigativa o in un procedimento penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principali elementi che possono essere reperito attraverso la ricerca COI interessano le seguenti aree:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 Diritti umani e situazione di sicurezza<br \/>\n\u2022 Situazioni politiche e quadro giuridico e legislativo<br \/>\n\u2022 Aspetti culturali e attitudini della societ\u00e0<br \/>\n\u2022 Situazione umanitaria ed economica<br \/>\n\u2022 Lista di eventi e incidenti di sicurezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elemento fondamentale della COI \u00e8 la fonte ed \u00e8 essenziale che chi svolge la ricerca e ne pubblica i risultati non abbia un interesse personale [9]. La COI \u00e8 un\u2019informazione sui Paesi di origine e non contiene elementi procedurali o legali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo della ricerca COI \u00e8 quella di fornire supporto al decisore e deve essere abbinata alle ulteriori azioni che si svolgono durante una procedura di valutazione individuale. Affidarsi al contenuto di una COI per praticare delle scelte \u00e8 sicuramente sbagliato. Le ricerche COI devono essere utilizzate al fine di corroborare alcune dichiarazioni che possono essere rese durante una procedura di valutazione individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito si elencano alcuni dei principali strumenti di ricerca attraverso il web che sono in grado di offrire una variet\u00e0 di informazioni sui paesi di origine catalogati per tematiche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ecoi.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.ecoi.net<\/a>\u00a0 &#8211; E\u2019 il portale di informazione pi\u00f9 utilizzato in ambito europeo ed \u00e8 stato sviluppato dalla Croce rossa Austriaca. E\u2019 considerato una risorsa molto affidabile e precisa con un aggiornamento costante. Il portale offre ampi focus sulle tematiche dei diritti umani.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.refworld.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.refworld.org<\/a> &#8211; E\u2019 il portale sviluppato dall\u2019UNHCR ed \u00e8 il pi\u00f9 grande sito di informazioni sui Paesi di origine dei rifugiati.<br \/>\nwww.accleddata.com &#8211; E\u2019 un sito gestito da un organizzazione indipendente; offre informazioni e dati disaggregati sui conflitti nel mondo e sui relativi incidenti di sicurezza.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.ispionline.it<\/a> \u2013 L\u2019istituto per gli Studi di Politica Internazionale \u00e8 oggi riconosciuto tra i pi\u00f9 prestigiosi think tank dedicati allo studio delle dinamiche internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I minori stranieri non accompagnati che entrano in contatto con il mondo della giustizia penale provengono da Paesi dove la situazione in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti umani \u00e8 alquanto precaria o compromessa.\u00a0 L\u2019utilizzo di uno strumento quale quello delle COI, da parte del PM o del giudice o, pi\u00f9 in generale, di chi entra in contatto con il minore e conduce parte di una valutazione, \u00e8 sicuramente di rilievo al fine di poter conoscere aspetti della vita del minore che diversamente sarebbero trascurati. Un modello per la valutazione individuale dei casi di minori stranieri non accompagnati dovrebbe prevedere anche una formazione sull\u2019utilizzo di questi strumenti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655304097587{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Cultural mediation&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mediazione culturale<br \/>\n<\/strong><em>La previsione della figura di mediatore culturale all\u2019interno del sistema di giustizia minorile e di comunit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Legge n. 47 del 7 Aprile 2017, la legge Zampa, ha disposto specifiche disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati e riconosce che \u201cI minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parit\u00e0 di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell\u2019Unione europea\u201d. Questo testo di legge, inoltre, promuove indirettamente l\u2019uso dei principi di una giustizia a misura di minorenne, ad esempio, quando raccomanda che la comunicazione con i minori non accompagnati avvenga con l\u2019aiuto di un mediatore culturale [10], in una lingua che egli possa capire e in conformit\u00e0 al suo grado di maturit\u00e0 e di alfabetizzazione. Tutto ci\u00f2 appare essere in linea non solo con direttiva 800\/16 e con la direttiva 22\/2012 ma anche con la direttiva 64\/2010 in materia di diritto all\u2019interpretariato e alla traduzione in un procedimento penale. E\u2019 necessario mettere in luce quelle che sono le esperienze europee che hanno portato alla nascita della figura del mediatore culturale. In Italia e Spagna \u00e8 prevista la figura del mediatore culturale.\u00a0 Si tratta, perlopi\u00f9 di una competenza trasversale che gli interpreti possono acquisire ed \u00e8 volta a facilitare la comprensione reciproca e quindi le relazioni tra persone con un diverso background culturale che va oltre la mera traduzione e interpretariato [11].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle buone prassi descritte in precedenza, in particolare quella realizzata dalla procura e dall\u2019ente anti tratta per la protezione delle vittime, abbiamo avuto modo di comprendere la centralit\u00e0 del ruolo delle mediatrici e dei mediatori nella presa in carico e nel sostegno delle vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare utile delineare i tratti fondamentali della figura del mediatore culturale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mediatore culturale \u00e8 una figura specialistica che opera nel settore della comunicazione interpersonale, ma soprattutto, pu\u00f2 essere definita come quella figura ponte tra culture diverse; un mediatore qualificato e con esperienza \u00e8\u00a0 in grado di conoscere la cultura e la lingua di uno o pi\u00f9 paesi stranieri, e, soprattutto, possiede gli strumenti per costruire la relazione tra persone con culture e lingue diverse. La figura del mediatore culturale \u00e8 particolarmente rilevante nel settore dell&#8217;immigrazione, dove spesso si ha necessit\u00e0 di interagire con diverse culture in diversi momenti ma, sicuramente, trova particolare importanza in altri settori tra i quali quello della giustizia e in particolar modo di quella minorile. I tribunali non hanno mediatori culturali e linguistici che svolgono il ruolo di tramite tra giudici e imputati e tra operatori degli uffici.\u00a0 Piuttosto si affidano ad elenchi ed albi di interpreti che vengono chiamati solo per la traduzione linguistica durante le udienze. Tutto ci\u00f2 appare essere non sufficiente quando si parla di valutazione individuale di un minore straniero coinvolto in un procedimento penale. L\u2019opportunit\u00e0 di iniziare a pensare ad un inserimento organico e strutturato all\u2019interno degli uffici, non solo dei tribunali ma anche delle procure, appare essere la possibilit\u00e0 per la realizzazione di un modello di valutazione individuale che tenga conto non solo delle necessit\u00e0 imposte dal dettato normativo ma anche dei bisogni che i minori stranieri, vittime o autori di reati, portano con s\u00e9. I mediatori culturali devono avere una formazione specifica in materia penale e devono operare all&#8217;interno del sistema basandosi su un codice deontologico ed etico.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1655304190352{padding-top: 1% !important;padding-right: 1% !important;padding-bottom: 1% !important;padding-left: 1% !important;background-color: #f7f7f7 !important;}&#8221; el_id=&#8221;Capacity building&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sviluppo delle capacit\u00e0<\/strong><br \/>\n<em>Strumenti di sviluppo delle capacit\u00e0 per il coordinamento e monitoraggio del lavoro di rete<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pieno rispetto del diritto del minorenne alla vita privata e familiare, dovrebbe essere incoraggiata una stretta collaborazione tra i diversi operatori, al fine di ottenere una conoscenza d\u2019insieme del minorenne e una valutazione della sua situazione giuridica, psicologica, sociale, emotiva, fisica e cognitiva. Dovrebbe essere stabilito un quadro comune di valutazione per gli operatori che lavorano con o per i minorenni come avvocati, psicologi, medici, polizia, funzionari dell\u2019immigrazione, assistenti sociali e mediatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo avuto modo di comprendere, nella valutazione e nella determinazione dell\u2019interesse superiore del minorenne (BIA e BID) e quindi anche nella valutazione individuale durante un procedimento penale, sono coinvolti pi\u00f9 operatori appartenenti a discipline diverse e ad enti o organizzazioni diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare necessario porsi le domande:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Esiste un meccanismo di coordinamento tra i diversi operatori coinvolti in queste procedure?<\/em><br \/>\n<em>Esistono ulteriori possibilit\u00e0 per armonizzare le procedure partendo da alcune attivit\u00e0 di \u201ccapacity building\u201d ossia il miglioramento e il potenziamento delle proprie capacit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad entrambi i quesiti si pu\u00f2 dare risposta affermativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 descritto in precedenza, la Legge 47\/2017 ha introdotto la Cartella Sociale, cio\u00e8 quello strumento di collaborazione inter-istituzionale che ha lo scopo di proteggere il superiore interesse e i diritti del minorenne straniero non accompagnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema multi-agenzia o multidisciplinare, come quello descritto in questo modello, necessita di un investimento non solo in termini di formazione continua e di formazione specifica sulle tematiche in questione ma richiede inoltre di programmare attivit\u00e0 di capacity building su tre livelli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un livello individuale dove il singolo pu\u00f2 investire in attivit\u00e0 di formazione mirate all&#8217;acquisizione di nuovi strumenti e nuove competenze. La formazione realizzabile sia in modalit\u00e0 tradizionali che attraverso nuovi strumenti (webinar etc.) consente al singolo individuo di promuovere s\u00e9 stesso e il proprio accrescimento portando beneficio all&#8217;interno del proprio contesto lavorativo. Un ulteriore attivit\u00e0 utile \u00e8 quella della tutorship o del mentoring (tutoraggio o supporto). In questo modo, il singolo professionista che opera all\u2019interno della rete, pu\u00f2 beneficiare di un servizio di guida e assistenza basata sull\u2019esperienza altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un livello organizzativo dove la rete cerca di migliorare la propria capacit\u00e0 di governance e di crescita.\u00a0 Le attivit\u00e0 funzionali a questo livello riguardano l\u2019utilizzo di esperti per migliorare la capacit\u00e0 di lavoro della stessa rete, la stipula di convenzioni e protocolli che possano delineare con maggiore chiarezza il compito e le funzioni dei singoli attori della rete e l\u2019utilizzo delle innovazioni tecnologiche e di nuovi supporti al fine di migliorare la gestione dell\u2019informazione e le attivit\u00e0 di coordinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un livello sistemico dove la rete o il sistema multi-agenzia esercita attivit\u00e0 di promozione e supporto nell\u2019assunzione di decisioni che possano incidere sul cambiamento non solo da un punto di vista legislativo e politico ma anche culturale. Il sistema pu\u00f2 interagire con l\u2019esterno influenzando in maniera l\u2019opinione pubblica contribuendo alla diffusione della conoscenza su tematiche altrimenti ignorate.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<!-- Widget Shortcode --><div id=\"text-10\" class=\"widget widget_text widget-shortcode area-arbitrary \">\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>BUONE PRASSI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#Taking care\"><strong>Presa in carico<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Social services\"><strong>Servizi Sociali<br \/>\n<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Social file\"><strong>Cartella Sociale<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Individual interview\"><strong>Intervista individuale<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Country of origin information\"><strong>Informazioni paesi di origine<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Cultural mediation\"><strong>Mediazione culturale<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#Capacity building\"><strong>Sviluppo delle capacit\u00e0<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><!-- \/Widget Shortcode -->[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_empty_space][vc_separator align=&#8221;align_left&#8221;][vc_column_text]<span style=\"font-size: 10pt;\">1. Analytical report CFJ-DCSC project \u2013 interview with Public Prosecutor (IT\/P\/1)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">2. Legge 7 aprile 2017, n. 47 Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati (17G00062) (GU Serie Generale n.93 del 21-04-2017)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">3. Analytical report CFJ-DCSC project \u2013 interview with a child involved in a reintegration programme (IT\/MS\/1)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">4. Analytical Report CFJ-DCSC project \u2013 interview with USSM office of Palermo<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">5. Article 9, Law n. 47 of 7 April 2017, Rules in the field of protection of unaccompanied migrant children (17G00062) (GU n.93 of 21-04-2017)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">6. Example of the social file of a project funded by AMIF Programme: <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2020-11\/14._cartella_personale_minore.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/2020-11\/14._cartella_personale_minore.pdf<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">7. Barnahus model &#8211; <a href=\"https:\/\/www.barnahus.eu\/en\/about-barnahus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.barnahus.eu\/en\/about-barnahus\/<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">8. EASO Practical Guide: Personal interview &#8211; <a href=\"https:\/\/easo.europa.eu\/sites\/default\/files\/public\/EASO-Practical-Guide-Personal-Interview-EN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/easo.europa.eu\/sites\/default\/files\/public\/EASO-Practical-Guide-Personal-Interview-EN.pdf<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">9. <a href=\"https:\/\/www.coi-training.net\/site\/assets\/files\/1021\/researching-country-of-origin-information-2013-edition-accord-coi-training-manual.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.coi-training.net\/site\/assets\/files\/1021\/researching-country-of-origin-information-2013-edition-accord-coi-training-manual.pdf<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">10. LEGGE 7 aprile 2017, n. 47 Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. (17G00062) (GU Serie Generale n.93 del 21-04-2017)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\">11. Defence for children &#8211; CFJ Toolkit. The project CFJ-IA is funded by teh EU under the Erasmus + Programme &#8211; <a href=\"http:\/\/www.defenceforchildren.it\/files\/CFJ-Toolkit_A5_IT_201204.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.defenceforchildren.it\/files\/CFJ-Toolkit_A5_IT_201204.pdf<\/a><\/span>[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content_no_spaces&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1632073635681{background-color: #afc600 !important;}&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;3px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-6124\" src=\"https:\/\/www.prismonline.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/flag_yellow_high-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"89\" \/>Questo progetto \u00e8 cofinanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell&#8217;Unione Europea (2014-2020).<\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">Questo progetto \u00e8 stato finanziato con il sostegno della Commissione Europea. Questo documento riflette solo le opinioni degli autori e la Commissione non pu\u00f2 essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in esso contenute.<\/span><\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.prismonline.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Creative-Commons.png\" alt=\"\" width=\"88\" height=\"31\" \/><\/p>\n<p>Questo lavoro \u00e8 concesso sotto licenza <a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License<\/a>.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1653645669746{background-color: #afc600 !important;}&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;3px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; 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