Palermo capitale del Mediterraneo: allo Steri si chiude il progetto MARE

Per cinque giorni, dal 18 al 22 maggio, il Complesso Monumentale dello Steri ospita qualcosa di più di un convegno. L’evento conclusivo del progetto MAREMediterranean Alliance for Research and Education — trasforma il cuore storico dell’Università di Palermo in un crocevia di voci, esperienze e visioni che arrivano da Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Mauritania, Palestina, Tunisia, Iraq. Accademici, rettori, diplomatici, funzionari europei: un’umanità accademica che difficilmente si ritrova tutta insieme attorno a un tavolo.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e coordinato dall’Università di Palermo, nasce con un’ambizione precisa: non limitarsi agli scambi formali tra atenei, ma costruire un modello condiviso di istruzione superiore in area mediterranea, partendo dal presupposto che la formazione sia uno strumento di sviluppo tanto quanto le infrastrutture o gli investimenti economici.

«L’alleanza nata con il Progetto rappresenta un potente strumento per l’internazionalizzazione dell’offerta formativa nella regione mediterranea», spiega il prof. Fabio Mazzola, Prorettore alla Didattica e all’Internazionalizzazione e responsabile scientifico del progetto, che apre i lavori lunedì mattina insieme al Rettore Massimo Midiri. Alla sessione inaugurale sono presenti anche i consoli generale del Marocco e della Tunisia, la vice-console dell’Algeria, e i rettori di Tunis El Manar, Cairo e Kairouan — una composizione che dice molto sul peso politico, oltre che accademico, dell’iniziativa.

I lavori si articolano su temi che rispecchiano le priorità più urgenti del bacino mediterraneo: migrazioni e trasformazioni politiche, cambiamento climatico, salute secondo l’approccio One Health, energie rinnovabili, turismo sostenibile, imprenditorialità giovanile. Non temi astratti, ma nodi che le università del Mediterraneo — da Birzeit a Duhok, da Nouakchott a Beirut — affrontano quotidianamente con risorse spesso limitate e contesti spesso instabili.

Nella sessione dedicata al turismo sostenibile, tra i relatori figura anche Alessandro Melillo Managing Director di PRISM, che porta il contributo della società sul tema della progettazione europea applicata al turismo sostenibile, con riferimento a casi concreti ed esperienze sul campo. Una presenza che conferma come su questi tavoli, accanto al mondo accademico, ci sia spazio e necessità anche per operatori che traducono la ricerca in progettualità concreta.

Il consorzio italiano che sostiene il progetto conta undici atenei — da Palermo a Bologna, da Torino a Cagliari, da Pisa a Siena — a dimostrazione che MARE non è un’iniziativa isolata ma un impegno collettivo del sistema universitario italiano verso il suo naturale interlocutore geografico e culturale.

Venerdì, dopo il pranzo, i lavori si chiudono. Lo Steri torna al silenzio delle sue sale affrescate. Ma qualcosa, nell’architettura delle relazioni tra le due sponde del Mediterraneo, potrebbe essere cambiato — almeno un po’.

Scarica l’agenda completa dell’evento