
Questo autunno segna un’importante stagione di impegno giovanile. Il progetto EU-CHILDOCRACY prende avvio in Bulgaria, Grecia e Italia, con l’obiettivo di valorizzare il contributo dei giovani nella costruzione del futuro europeo.
Promosso da tre importanti organizzazioni della società civile – il Centro Bulgaro per il Diritto Non Profit, l’Organizzazione Europea di Diritto Pubblico e PRISM Impresa Sociale – l’iniziativa coinvolgerà 180 partecipanti di età compresa tra i 14 e i 25 anni. Questi giovani prenderanno parte a laboratori, sessioni di co-creazione democratica e summit giovanili, con l’intento di rafforzare il legame con i valori dell’Unione Europea, come la democrazia, l’uguaglianza e la libertà di espressione.
EU-CHILDOCRACY si propone di stimolare lo sviluppo di campagne locali che affrontino le necessità delle comunità giovanili. Il progetto, della durata di due anni, adotta un approccio di “glocalizzazione” per rendere i principi dell’UE più pertinenti alle realtà locali e per rafforzare le competenze dei giovani nella partecipazione democratica. Le attività culmineranno in 15 campagne locali, 3 summit giovanili sulla democrazia e concorsi creativi transnazionali.
Il percorso prevede:
- Laboratori sui valori dell’UE e sulle esigenze locali (settembre-dicembre 2024);
- Workshop di co-creazione democratica per la formazione in campagne civiche (gennaio-aprile 2025);
- Campagne giovanili incentrate sui valori europei (aprile-dicembre 2025);
- Summit giovanili dedicati a temi come la libertà di espressione e la solidarietà (gennaio-agosto 2026);
- Concorsi ed esposizioni transnazionali come eventi collaterali;
- EU-CHILDOCRACY rappresenta un passo importante verso una partecipazione giovanile più incisiva e consapevole, promuovendo la cooperazione transnazionale e un coinvolgimento attivo nei processi decisionali.
Il progetto è sostenuto dall’Unione Europea e coordinato dal Centro Bulgaro per il Diritto Non Profit, l’Organizzazione Europea di Diritto Pubblico e PRISM Impresa Sociale. Le opinioni espresse sono degli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’UE o dell’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura, che non possono essere ritenute responsabili.