Si è concluso a Palermo il convegno “75 anni dalla Dichiarazione Schuman: quale futuro per l’Europa?”

In occasione della Giornata dell’Europa, PRISM Impresa Sociale ha collaborato con il Dipartimento DEMS dell’Università degli Studi di Palermo per la realizzazione del convegno “75 anni dalla Dichiarazione Schuman: quale futuro per l’Europa?”, tenutosi il 9 maggio 2025 nell’Aula Paolo Borsellino del DEMS.

Un’occasione importante per fare il punto sulle grandi transizioni che stanno ridisegnando il progetto europeo – ambientale, digitale, demografica, sociale e geopolitica – e riflettere su come questi cambiamenti si traducano nelle traiettorie di sviluppo dei territori, con un’attenzione particolare al Mediterraneo.

Un dialogo a più voci su Europa, territori e sfide globali

Al centro del dibattito, la necessità di rafforzare il legame tra l’Unione Europea e le sue periferie strategiche. I relatori – docenti, esperti di diritto e politiche europee, rappresentanti della società civile – hanno condiviso riflessioni e proposte su temi chiave come la riforma delle istituzioni europee, il ruolo della progettazione comunitaria, la cooperazione euromediterranea e il protagonismo delle giovani generazioni.

A sottolineare l’importanza di un’Europa capace di ascoltare e valorizzare i territori è stato il riferimento al cosiddetto “umanesimo della salute”, un approccio interregionale lanciato da Sardegna e Sicilia per promuovere benessere, longevità e coesione sociale, mettendo in relazione ambiente, salute e comunità. Un modello di integrazione che potrebbe diventare una leva strategica anche in ambito europeo.

Sicilia, Mediterraneo e governance multilivello

Tra gli interventi, si è evidenziata la necessità di dotare la Sicilia di una legislazione strutturata sui rapporti internazionali e di rilanciare i canali di rappresentanza istituzionale, come gli uffici regionali a Bruxelles, affinché diventino anche spazi formativi per i giovani e strumenti attivi di dialogo con le istituzioni europee.

È stata ribadita anche l’attualità della visione di Robert Schuman, che fin dall’inizio immaginava un’Europa aperta alla cooperazione con il Mediterraneo e l’Africa. Un’idea che torna con forza nel contesto attuale e che trova nella Sicilia un ponte naturale tra Nord e Sud, Europa e mondo arabo.

Un altro tema centrale è stato quello della creazione di un organismo di coordinamento euromediterraneo che possa unire istituzioni regionali, città e governi locali in una rete capace di promuovere scambi economici, culturali e politici congiunti, coinvolgendo anche l’Unione Europea e la Lega Araba. Un’idea che guarda all’Agenda 2030 come orizzonte operativo e valoriale.

Partecipazione e visione condivisa

L’incontro – seguito anche dalle telecamere di TRM – ha rappresentato un momento di confronto aperto e pragmatico, dove è emersa con forza l’idea che l’Europa non può più essere pensata solo come costruzione istituzionale, ma deve tornare a essere un progetto politico e umano in grado di rispondere alle esigenze reali delle comunità locali.

Per PRISM, questo appuntamento ha confermato l’impegno a rafforzare spazi di dialogo, progettazione e innovazione sociale in grado di contribuire alla costruzione di un’Europa più giusta, solidale e vicina ai territori.