I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI COINVOLTI IN PROCEDIMENTI PENALI

La storia di Amin

Amin è un ragazzo di 15 anni, sveglio, capace ma non molto scolarizzato; lascia la famiglia che non poteva più farsi carico di lui e attraversa metà del continente africano per giungere finalmente in Europa e trovare accoglienza e rifugio.
in Italia, è stato accolto presso un centro di accoglienza per MSNA dove ha vissuto per un periodo di tre mesi. Un giorno, insieme ad altri ragazzi che vivevano nel centro, ha partecipato a quella che lui riteneva essere più una protesta che non una forma di sequestro di persona. Lui racconta “… protestavo solo per avere il mio pocket money… ero molto preoccupato per mia madre e volevo i soldi per comprare la scheda…”.
Impedire l’uscita degli operatori della struttura per ottenere una risoluzione del problema è stata una scelta sbagliata. Questo è evidente!

Quale era il suo grado di consapevolezza in quel momento? Lui ha affermato di non aver mai pensato di commettere un reato. Ha detto anche di non aver capito quello che stava accadendo nella sua vita.

La storia di Destiny

Destiny, una ragazza di 16 anni, viene convinta da una sua connazionale a partire per l’Europa dove le viene promesso di poter lavorare come parrucchiera. Dopo un viaggio durato mesi e dopo essere stata imprigionata e aver subito abusi di natura fisica e sessuale, scopre che ha contratto un debito con la sua connazionale e che all’arrivo in Italia dovrà prostituirsi per poterlo restituire.
In Italia, dopo un periodo passato per strada, obbligata a prostituirsi, viene in contatto con l’ente antitratta che le propone di uscire dal circuito di sfruttamento ed entrare in un programma di protezione. Destiny decide di denunciare la sua sfruttatrice e la rete di collegamento che l’ha fatta arrivare in Italia. Durante i colloqui con il PM, dichiara di avere paura di poter rincontrare i suoi sfruttatori e di non sapere a quale esito porterà la sua scelta di denunciare.

Destiny ha affermato di essersi sentita protetta e compresa dagli operatori dell’Ente antitratta, ma ha anche ammesso di non aver compreso quello che le è stato prospettato sull’iter giudiziario.

Le storie di Amin e di Destiny sono liberamente ispirate a fatti realmente accaduti

Da queste storie ma, soprattutto, dagli elementi della ricerca condotta nell’ambito del progetto CFJ, è emerso che, i minori stranieri non accompagnati che vengono coinvolti in un procedimento penale, spesso, vi si ritrovano inconsapevoli delle azioni che hanno portato a ciò ma, soprattutto, ignari di quelle che sono le conseguenze che dovranno fronteggiare.

Recentemente, nel distretto di Palermo si è registrato un aumento del numero di procedimenti che coinvolgono minori migranti non accompagnati. Durante la ricerca condotta nell’ambito del progetto CFJ-DCSCP, è emerso che le tipologie di reato comuni per le quali sono sospettati sono comportamenti violenti all’interno dei centri di accoglienza: proteste eccessive per mancata consegna della paghetta, minacce, dichiarazione di dati personali falsi; di solito si risolvono con il perdono giudiziale o per l’irrilevanza del fatto. Ci sono poi i casi di libertà vigilata, ma che non sono numerosi.

Quando i minori stranieri non accompagnati, vengono coinvolti in un procedimento penale, bisogna intervenire tempestivamente, prima che raggiungano l’età adulta, garantendogli non solo di poter essere giudicati da un organo specializzato, ma di essere anche presi in carico da un sistema che sia fatto a misura per loro e che, coerentemente, adegui il proprio intervento per rispondere alle esigenze di tipo individuale e giudiziario.

I Tribunali, gli uffici della procura, Tribunale per i minorenni e uffici della procura minorile, USSM e altri enti e organizzazioni coinvolti nella protezione e il reinserimento dei minori (contrattati durante la ricerca), hanno manifestato la necessità di intensificare gli sforzi in un percorso di realizzazione di buone prassi sia sulla valutazione individuale che sui meccanismi di referral e presa in carico di minori stranieri non accompagnati, vittime o autori di reato.

Questo progetto è cofinanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea (2014-2020).

Questo progetto è stato finanziato con il sostegno della Commissione Europea. Questo documento riflette solo le opinioni degli autori e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in esso contenute.